Worldwide Odissey
         

Questa galleria fotografica comprende 75 dei migliori scatti realizzati da Bettinelli durante la WorldWide Odyssey: 144.000 km dal Cile alla Tasmania in 3 anni e 8 mesi.

Partito da Ushuaia in 1340 giorni Bettinelli ha portato a termine il giro del mondo  incrociando otto volte la linea immaginaria dei Tropici e quattro volte quella dell’Equatore; attraversando tutta l’America meridionale e quella centrale, gli Stati Uniti coast to coast, la Siberia, l’Europa e l’Africa dal Marocco a Città del Capo, e poi da lì sulla costa orientale fino a Gibuti; l’Asia continentale dallo Yemen a Singapore, l’Indonesia da Sumatra a Timor, l’ovest dell’Australia da Darwin a Melbourne, e poi l’arrivo in Tasmania, collezionando Capo Horn, Capo Nord, il Capo di Buona Speranza e il South East Cape nel palmares di questo viaggio, con la complicità di settemila litri di benzina e centocinquanta chili d’olio per motori a due tempi.

 

These pictures  collect places and events, individuals and crowds, life, work and sport, monuments and landscapes. They offer a unique story and a “guide” to watch at the world not as divided by the oceans in different geographical area, but linked by “natural bridges”, in a unity which makes us feel equal, citizens of the world even if we belong to different races, have different habits and customs. These images strike not only the eye but especially the heart, letting us see these countries in a more fine and deep way, out of the ordinary tourism for sure.

The beautiful images of this photo gallery tell us about the 5 continents as Giorgio Bettinelli saw them in his first 3 journeys -–10.000 km– A tour on a Vespa through Middle East, the Indian Subcontinent, the Southeast Asia and Australia, North America, Central America, South America and Eastern Africa.

   

 

   
Le foto, tutte intensamente vissute, documentano luoghi ed eventi, persone e folle, vita, lavoro e sport, monumenti e paesaggi. Nel loro insieme offrono un resoconto unico e costituiscono una "guida" a vedere il pianeta su cui viviamo non ripartito in aree geografiche tra loro separate da oceani, ma unite da "ponti naturali", in una contiguità che ci fa sentire tutti uguali, cittadini del mondo pur nella diversità delle razze, degli usi, dei costumi. Lo spettacolo che mostrano è un caleidoscopio metamorfico dove consumano la loro esistenza, gioiscono, soffrono, muoiono milioni di persone; non solo l'occhio ma soprattutto il cuore, ne sono colpiti, aiutando a formare una "coscienza" dei vari paesi illustrati più profonda e sottile, certo fuori dagli schemi del turismo più banale. Le didascalie a commento delle foto sono anch'esse di informazioni e annotazioni d'atmosfera e completano l'umanissimo mosaico. 
   

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