“….MAMMA LI TURKIIIIIII……”

….libero vagabondaggio vespistico tra le terre di Kemal Ataturk…

di Angelo Salvi

 

 

 

 

 

“Non c’e’ felicità per chi non viaggia. A forza di stare nella società degli uomini anche il migliore di loro si perde. Mettiti in viaggio. I piedi del viandante diventato fiori, la sua anima cresce e da frutti e i suoi vizi sono lavati via dalla fatica del viaggiatore. La sorte di chi sta fermo non si muove: dorme quando quello è nel sonno e si alza quando quello si desta. ALLORA VAI, VIAGGIA!”

– Anonimo -

 

Partenza: 30 luglio 2005 ore 12.00

Ritorno: 4 settembre 2005 ore 14.30

Kilometri complessivi percorsi: 5.500

 

Vespe: 2 PX 150

 

Protagonisti: Angelo, Roberta, Gianluca e Francesca

 

Personaggi e interpreti: Alberto e Maria Grazia con il loro Pandino e il loro destino incrociato con il nostro, Raffaello e C…con una vespa PX 150 targata NO, Mister Maybe e il suo Kurdistan, Ibrahim di Pamukkale e il suo isterismo, i fratelli Cal e la Zevk motor per la bobina di Gianluca, i gommisti del Guven motor per le gomme di Angelo, il folk studio Fikrim di Ankara e i comunisti sempre, Paolo e le fasi distanti, distinte ma convergenti, la Sahil pension di Egirdir, il Pide Salonu di Konya, Burak e i burakkini, Iva e la Macedonia, Charlotte e Wesley (dalla Francia con furore), i vari Mehmet, Ahmet, Yasar e le bombe della Valle delle Farfalle, la Tabiat pension e le splendide colazioni della Cappadocia……….e Kemal Mustafà Ataturk onnipresente statua nelle piazze della Turchia………

 

Ringraziamenti: un grazie di cuore và ad Alberto (mio alter ego durante il viaggio) e alla dolcissima e bellissima Maria Grazia: senza di voi e il vostro strombazzante pandino le “stoooorie di viaggio” sarebbero state diverse….Un altro grazie speciale va a Gianluca per la frizione e la sua proverbiale pazienza….Infine un bacio grande alle due dolci donzelle che ci hanno accompagnato senza macchia e senza paura per le strade impossibili che abbiamo percorso. Volevo partire da solo ed ho trovato voi: grazie per le grandi risate, per aver sopportato i miei tormentoni e per aver alleggerito in interminabili attimi la mia melanconia…..

ITINERARIO & TAPPE

Tracia e Marmara – costa Egea settentrionale – costa Egea meridionale – Anatolia occidentale – costa Mediterranea occidentale – Anatolia centrale – costa del mar Nero – Istanbul e Bosforo

 

30 luglio Roma – Ancona                                                    300 km

30 luglio Ancona – çesme (by boat)                                     48 h di navigazione

2 agosto Cesme – Selçuk                                                   190 km

4 agosto Selçuk – Pamukkale                                              200km

6 agosto Pamukkale – Selimiye                                            240 km

8 agosto Selimiye – Faralya                                                200 km

11 agosto Faralya – Egirdir Lake                                          300 km

13 agosto Egirdir Lake – Konya                                           220 km

15 agosto Konya – Sulthanani - Ihlara                                  200 km

16 agosto Ihlara – Goreme (Cappadocia)                               80 km

20 agosto Goreme – Ankara                                                300 km

21 agosto Ankara – Safranbolu - Amasra (Black sea)               320 km

23 agosto Amasra – Istanbul                                              435 km

27 agosto Istanbul – Yalova (sea of Marmara) (by boat)          1 h di navigazione

27 agosto Yalova – çanakkale                                             280 km

28 agosto çanakkale – Gelibolu – Truva - Yukyeri Iskelesi         100 km

28 agosto Yukyeri Iskelesi – Bozcaada (by boat)                    1 ora di navigazione

30 agosto Bozcaada – Assos - Alibey                                   150 km

1 settembre Alibey – Pergamum - çesme                               220 km

1 settembre çesme – Ancona                                              44 ore di navigazione

4 settembre Ancona – Roma                                               300 km

 

 Konja – Anatolia centro meridionale – 14 agosto 2005 – ore 19.45 -

 

Oggetto:  Mamma li Turkiiii

Carissimi amici, compagni, colleghi e vespisti,

vi scrivo la mia prima mail dalla Turkia in questa torrida giornata del 14 agosto. Mentre la maggior parte di voi sicuramente si troverà al mare, guardando le stelle e ubriacandosi davanti ad un falò, io mi trovo in una delle città più conservatrici di tutta la Turkia: Konja. La vespa di Gianluca si è rotta e dopo un rocambolesco recupero con un carretto da neorealismo italiano, ora giace in un fatiscente vespa service (cosi dicono) gestito dai fratelli Amam e Nassan. Speriamo che domani riescano ad aggiustarla per poter ripartire alla volta della Cappadocia. Per adesso abbiamo visto çesme, Selcuk, i siti di Mıleto, Efeso e Hierapolis, Kusadasi, Pamukkale, Bozburum, Selimiye, Marmaris, Fetıye, Oludeniz, Faralya, Egirdir............ ed altri piccoli e minuscoli paesini di cui non ricordo più il nome. Totale Kilometrı al 14 agosto circa 2.200...nıente male no???? Abbiamo incontrato altri due vespisti e una coppia con un Pandino unendoci a loro per un po’ di tempo. I Turchi sono gentilissimi e ospitali: per qualsiasi problema sono pronti ad aiutarti e sı fanno in quattro per risolverli. E un paese pieno di contraddizioni: Mercedes di lusso sfrecciano davanti a trattori vecchissimi o carretti tirati da muli. Nella costa c'e uno stile dı vıta molto sımıle a quello occıdentale ma basta andare un pò all'ınterno e tutto cambıa rapıdamente. A Konya almeno otto ragazze su dıecı portano lo chador ed è quasi impossibile trovare alcolıci. İerı sera abbiamo mangiato con acqua e çay...ıl The turco: in ogni posto dove tı fermi te ne offrono almeno un bicchıerino. C'é un lavoro mınorıle spaventoso e i diritti civili spesso sono calpestati: penso che con questi presupposti sarà dıffıcıle che entrino in Europa. La musica tradizıonale è splendıda e molto sımıle aı nostri balli del Sud: se conoscı la pızzıca salentina vai alla grande. Le moschee sono suggestıve e sempre aperte per chiunque voglia vısıtarle. I muezzın (letteralmente “cantori”) cı fanno saltare nella notte con i loro ezan (i canti coranici che richiamano i fedeli alla preghiera), ma ormaı non potremmo starne senza. Glı İmam sono molto dısponıbili e gentili e finora non abbıamo notato nessun segno dı ınsofferenza neı nostrı confrontı. C'e da dıre che la Turchia è un paese laıco anche se musulmano al 90% ma pıù vago tra Bazar, scuole coranıche e assısto alle loro cerımonıe, pıù penso che dell'İslam ancora non ci capiamo nulla. Sicuramente ci sono degli aspetti non condivısibili, soprattutto riguardo alla condizione delle donne, ma dobbiamo dargli il tempo e l'aıuto necessario per cambiare gli elementi maggıormente negativı. Come vi dicevo la costa mediterranea e' molto turistica, con tedeschi, russi e britannici che ballano la lambada, si ubriacano e prendono il sole tutto il giorno. Ma basta allontanarsi un po’ per trovare dei posti isolati, con un mare pulitissimo e trasparente senza i mostri degli alberghi nostrani a nascondere le spiagge a strapiombo sul mare. Abbiamo scovato grazie alla supervespe un posto favoloso chiamato la valle delle farfalle dove siamo rimasti tre giorni alloggiando in un rifugio. Si dorme in terrazza sotto i tralicci dell'uva e la sera si mangia tutti insieme su deı comodissimı cuscıni. La sera grandi cannoni e canti internazionali con turchi, italiani e francesi. Alcuni ragazzi sapevano addirittura Bella Ciao in Turco....il massimo no???!!!! La vespa va alla grande...speriamo che la legge di Murphy non si avveri anche per me. Per adesso tranne due forature in un giorno e la frizione rotta tutto OK.....Sentire ıl suo Brum Brum sotto il mio sedere e cantare a squarciagola con Roberta per le strade assolate e desertiche dell'Anatolia, mı fa sentıre lıbero, felıce e sereno, pronto a ripartire e a ridere delle mille avventure che tı capıtano on the road. I Gozleme preparatı neı chıoschettı sulle montagne o ın colorate tende nella arıda steppa sono ımmagını ed emozıonı che tı aıutano a rıtrovare quella pace ınterıore che spesso perdıamo nelle nostre frenetıche cıttà.  Bene adesso vi lascio perché c'é una fila spaventosa dietro di me....Un beso grande a tutti e a prestissimo........

Salutı Vespisti, Rivoluzionari e Internazionalisti..........

 

BREVI INFRAMEZZI DI LUCIDA FOLLIA DOPO LA VALLE DELLE FARFALLE….

Roberta beve un caffè pensando al suo Burak. Andrea non c’è e ci manca. I tedeschi già sono arrivati in Finlandia…….. ma noi li raggiungeremo. Alberto e Mary festeggiano il loro anniversario mentre la mia IVA vaga tra le rovine di qualche sito impronunciabile. Ci attendono 300 km..e Roberta ha sonno, freddo ed è completamente imbambolata... Nel frattempo continua a dirmi..”E’ solo un sogno..la realtà è dura a morire”..Sarà ancora ubriaca????? Nella valle delle farfalle abbiamo rischiato la morte. Ma il nostro giorno non è ancora arrivato. Paesaggi, rocce, mare, sole e splendidi incontri femminili sotto le stelle..Cosa voglio ancora dal Viaje..??? Ma soprattutto perché non rimaniamo???? Dove stiamo andando???Al Lake Egerdir…!!???!!! Siamo sicuri????? A mangiare le trote e i gamberi di lago??? A me nemmeno piacciono!!!!! La vespa intanto ci guarda bieca ed assassina verso coloro che tanto l’hanno vessata…OK…bisogna andare…lo spirito del Dio Indù ci spinge a percorrere altre strade…. 

Amasra – costa del Mar Nero – 22  agosto 2005 – ore 15.00 -  
 
Oggetto: …Storie dalla Turkia…
 
Carissimi amici, compagni, vespisti, velisti, parenti, viaggiatori, colleghi, disadattati e altro ancora, come va?

Spero bene...............In questo momento mi trovo ad Amasra sul mar Nero dopo altri 1.000 kilometri di vespa tra mare, montagne, i cappucci della Cappadocia e i muezzin di Ankara. Eravamo rimasti alla rottura della vespa di Gianluca e alla nostra permanenza forzata a Konja. Beh la vespa finalmente e ripartita e il suo brum brum ha scaldato le strade di Goreme e di tutta la Cappadocia. Non ci sembrava possibile arrivarci e invece in un torrido pomeriggio di agosto siamo giunti nel posto più fiabesco che abbia mai visto. Pinnacoli di pietra si innalzano nel cielo mentre tutto intorno e' deserto roccioso rosa, giallo e verde. Le piogge e il tempo hanno risparmiato queste bellezze lunari...per fortuna non devastate dal boom turistico di questa zona. Abbiamo passato delle alcoliche serate con curdi, francesi e i tantissimi italiani che in questo mese vagano per la Turkia. Il Turkish Raki (una bevanda simile alla nostra sambuca) la fa da padrona tra i balli tradizionali ed il rock Turco. Ankara è una città caotica e grandissima (ci vivono circa 5 milioni di abitanti) con un centro storico antichissimo e tradizionale e un centro economico e commerciale simile a quelli occidentali. Ragazze senza chador, pubblicità dovunque e locali alla moda.  Che dirvi........è un paese che continua a stupirmi per le sue contraddizioni, per la sua ospitalità, il suo cibo, l' idealizzazione di Ataturk.... Si respira una sincera e ingenua curiosità tra le persone che conosci: ti chiedono che lavoro fai, dove vivi, come vivi, che religione segui......sempre tra un çay (The) e Turkish çavesi. Sono molto duri con il movimento di liberazione del popolo Kurdo (soprattutto nei confronti del PKK) e non accettano l'idea che possa nascere un libero stato Kurdo. Ad avviso delle persone che ho conosciuto sarebbe meglio una pacifica convivenza (per ora impossibile poiché la minoranza Curda tra i vari divieti non può studiare la propria lingua nelle scuole e non può festeggiare le proprie tradizioni). Posizioni molto reazionarie sono state assunte anche da alcuni militanti del Partito Socialista con i quali ho discusso in una notte fumosa ad Ankara.....Non mi hanno convinto.....ed ho rifiutato l'idea PKK uguale terrorismo......per quello che so è il governo Turco il vero responsabile della morte di migliaia di Kurdi nelle montagne ai confini con l'Iran e l'Irak.....Ok...la smetto con le mie riflessioni politiche e vado a giocare a dama bevendo un çay in qualche fumeria del paesino. Questa sera per rilassare le mie stanche ossa andrò in un Hamam. Il senso di benessere fisico e psichico che senti quando esci è indescrivibile. Domani ci aspettano 435 kilometri di costa sul mar Nero e poi finalmente Istanbul......Sveglia alle 7 sperando di arrivare con la luce. In Turkia guidano malissimo.....l'Italia al confronto sembra la Svezia e provare a percorrere le strade dissestate dopo il tramonto è una vera follia (è successo due volte ed e stato veramente faticoso). Inoltre sembra che questo governo abbia deciso quest'anno di rimettere a posto tutte le strade del Paese. Ci sono cantieri ovunque e vi assicuro che è un vero delirio farsi km e km stracarichi di bagagli su strade sterrate tra gru, canýon e tir che fanno schizzare sassi grandi come mele........Vabbuò.....on the road again.....e nel frattempo un bacio a tutti voi...In particolare ad Ottavia (grazie per le belle immagini della Puglia e della Sardegna), Andrea, Cecile, Tania, Loly, la mia capaccia ...ecc ... ecc ...

Saluti Rakizzati.......... e Gule Gule...

 

 

Istanbul – 26 agosto – ore 13.15 –

Oggetto: ….Istanbul…Istanbul….

 

...Ebbene si....siamo arrivati a Istanbul...dopo un viaggio di 12 ore tra macchine impazzite, clacson ruotanti (e non dervisci), strade con dossi di un metro di altezza e buche profonde 10....Sono quattro giorni che ci troviamo in questa magica città dalle mille moschee, che si divide tra Asia ed Europa e non smette di inebriarti con i suoi odori e sapori tra il mercato delle spezie e il Gran bazar di Sultanahmet. Il silenzio di di Suleymaniye Camii (la moschea del sultano Solimano il magnifico..la più grande della città) ed il blu cobalto delle cupole della Sultan Ahmet Camii ti aiutano a ritrovate un po’ di silenzio in questa città caotica e senza regole...E' la seconda volta che la visito ma riesce sempre a stregarmi ed a tenermi fermo, immobile ed incantato tra culture che si incontrano e religioni che si combattono per trovare nella bellezza di santa Sofia la loro finale armonia e integrazione. Alloggiamo in un ostello in pieno centro storico con camerate che solo dei criminali potrebbero immaginare e creare....Ma anche questa e' Turchia...Kebab strepitosi a Taksim e notti danzanti nei pressi di Ýstiklal Caddesi in una città che non dorme mai...La supervespa giace in un garage pronta a ripartire...Ormai mancano solo sei giorni al fatidico 'ritorno' da quel lontano 30 luglio della nostra partenza: il 1 settembre alle 23.30 prenderemo da Cesme il boat che dopo 52 ore di navigazione ci porterà in Italia...Ma prima  passeremo per Canukkale, Troia, Pergamo per poi rilassarci in qualche spiaggia dell'Egeo meridionale. Intanto ci godiamo pesce fritto sul ponte di Galata dove il Bosforo diventa Corno d'Oro. Ieri abbiamo preso il ferry vedendoci tutto il canale del Bosforo per poi arrivare sul mar Nero. Uno spettacolo molto suggestivo consapevoli di trovarci tra due continenti in un tratto di mare che ha visto guerre e pace, invasioni ed assedi, la nascita di imperi ed il crollo di Sultanati....Bene..ora vi lascio..mi aspetta un tranquillo pomeriggio di fine estate in una fumeria tra un çaý e un narghilè....provando a godermi le mille immagini che scorrono davanti i miei occhi.....

 

Gule Gule e un abbraccio grande a tutti....

 
Alibey – costa Egea settentrionale – 30 agosto 2005 – ore 22.30 – 
 
Oggetto: ….Hosça Kalin (arrivederci) Turchia… 
 

....DOPO 5.500 Kilometri ed essere approdati in un isola fantastica (Bozcaada) purtroppo il nostro viaje e' alla fine...Il pellegrinaggio vespistico iniziato quel lontano 30 luglio si sta concludendo nel migliore dei modi, mangiando del pesce squisito sulle coste dell'Egeo. Dopo Istanbul abbiamo visitato i campi di battaglia di Gallipoli, Canakkale, il sito di Troia (brutto e mal tenuto) e Bozcaata, meravigliosa e incontaminata isola davanti a Lesbo. Questa sera (purtroppo l'ultima) ci troviamo ad Alibey, da cui partiremo domani per visitare Pergamo e proseguire per Cesme,  dove alle 23.30 ci attendono 48 ore di traghetto fino ad Ancona. Se tutto va bene il 4 staremo a Roma. Le vespe hanno ripreso il loro vecchio ritmo e sfrecciano più veloci su strade finalmente dritte, senza buche e gli enormi solchi lasciati dai camion.... Questa  parte della Turchia non è stata sfruttata in maniera indecorosa dal turismo di massa ed è rimasta appannaggio solo dei vacanzieri Turchi. Quasi tutte le località erano abitate da Greci di lingua turca e dopo un passaggio di turchi dalla Grecia e viceversa nei lontani anni 30, in piena pacificazione (?????!!!!!!!) e  dopo anni di guerra, sono rimaste molte case greche disabitate o chiese ortodosse trasformate in Moschee...(lo stesso hanno fatto in Grecia).

e rimane la voglia di ripartire subito...appena il traghetto toccherà il territorio italiano...Le supervespe si sono comportate egregiamente (a parte la parentesi di Konia) superando curve  a strapiombo sul mare, arrampicandosi per salite sterrate alle 3.00 di notte, lottando con le escursioni termiche della Cappadocia e cavalcando le strade impazzite e caotiche di Istanbul...Ora ci resta il triste ritorno con il cuore e la mente pieni di emozioni e pensieri da condividere con voi davanti a una birra in qualche pubbaccio...sempre che vogliate ascoltarci....

Lacio Drom e saluti Rakizzati....

Angelo....Gianluca....Roberta...Francesca....e le nostre insuperabili PX 150....

THIS IS THE END……

..Dervisci rotanti che volano via..Via da un cuore pieno di ricordi e da pensieri che si confondono. Strade…strade ininterrotte che sfrecciano sotto i nostri sederi appiattiti e le nostre schiene stanche.. Moschee .. illuminate di notte come il blu cobalto di Istanbul, frenetiche di fedeli quando l'ezan del Muezzin si leva in alto con la sua melodia..Turchi..ospitali e simpatici bastardi con prezzi che si arrovellano di confusioni, incomprensioni e raggiri. La mia macedone..che come un sogno è apparsa e come un fantasma si è dileguata via dopo la notte. Le vespe..amate e odiate..unica fonte di speranza per il nostro vagabondare. Alberto e Maria Grazia: due personaggi comparsi in una afosa notte del 30 ed in grado di cambiare il nostro viaggio…Roberta: la nostra amicizia ora è finalmente nata e sancita. Gianluca e Francesca: impavidi eroi tra i mille sassi di antiche civiltà. Ecco….ora è fatto.

Le canzoni cantate a squarciagola attendono il prossimo decollo e intanto ci aiuteranno a dimenticare il triste ritorno.