"Firenze - San Peterburg"

di Adriano Toccafondi

 

il sito di Adriano

 


Chi sono:


Mi chiamo Adriano Toccafondi, ho ventitre anni e vivo a Firenze. Mi sto laureando in economia del turismo e per vivere lavoro sugli autobus turistici della multinazionale CitySightSeeing Florence. La mia passione più grande è il viaggio e tutto quello che esso comporta, eperienze positive e negative. Appassionato lettore della letteratura del viaggio. Spero un giorno di poter scrivere sulle mie esperienze di viaggio. Sono socio del Vespa Fans Club Giorgio Bettinelli di Bergamo.

Il progetto:

IL VIAGGIO AVRA' UNA DURATA APPROSSIMATIVA DI DUE-TRE MESI E INTERESSERA'
17 PAESI: ITALIA - CROAZIA - SLOVENIA - UNGHERIA - SLOVACCHIA - AUSTRIA - REPUBBLICA CECA - POLONIA - LITUANIA - LETTONIA - ESTONIA - UCRAINA - RUSSIA - TURCHIA - BULGARIA - ROMANIA - GRECIA

 

E cosi é arrivato il giorno della partenza, dopo mesi di pianificazione per i visti, la vespa e tutti i documenti per metterla in regola. Amici che quotidianamente mi scoraggiavano. Cazzo ci vai a fare . Ma sei sicuro . Troverai la neve. Eccomi qua che do la prima pedalata e la vespa risponde subito con una decisa messa in moto. Mi posso solo immaginare quello che faro dove andro e le persone che incontrero. Tante domande alle quali potro darmi una risposta solo dopo aver vissuto le situazioni di fronte alle quali il viaggio mi mettera. Nelle valigie ho messo poche cose. Soprattutto maglioni pesanti, due paia di jeans, un bel giubbotto da neve corredato da un paio di pantaloni impermeabili. Due macchine fotografiche, tanti rullini e mappe. Non potevano mancare i libri di Giorgio per darmi una rinfrescata nei momenti di stanca che vivro. Mi sono appassionato al viaggio in vespa leggendo i libri di Giorgio, ma tra una semplice passione e fare in prima persona un viaggio a lungo raggio c'e' una bella differenza. Devi avere il coraggio di lasciarti tutto alle spalle. Sono contento di averlo fatto. Ora devo solo lasciarmi trasportare dall? istinto. Mi sento libero. Penso di esserlo finalmente.

 

20.09.2004

Sono arrivato da circa un'ora a Lijubiana ( si dovrebbe scrivere cosi') capitale Slovena. Ho trovato un bell'ostello dopo aver chiesto informazioni a due polizziotti che mi hanno risposto con un inglese molto sloveno. Ho capito la meta di quello che mi dicevano ma ho trovato esattamente l'ostello che mi avevano suggerito. Non ho potuto ritirare i soldi dalla banca ma spero sia solo un problema di quella banca. Sono entrato in Slovenia dall'autostrada A 4 senza ricordarmi di cambiare gli euro. Pensavo: cazzo avro' problemi al casello ma una simpatica ragazza che lavora in un chiosco sull'autostrada mi ha rassicurato : "No problema, in Slovenia si puoi pagare anche con Euro". Come darle torto? Arrivato al casello di Lijubiana un metro prima di pagare la vespa si spenge. Cazzo!! Per fortuna era solo finita la benzina. Devo dire che la tanica da cinque litri che mi sono portato per scorta mi e' stata molto utile. Domani sarebbe in programma Zagabria, ma non e' escluso che mi fermi un' altra giornata. Dovunque mi girassi non ho visto altro che giovani. Mi sento molto a mio agio e la prima impressione e' stata molto positiva. Il Tirreno, il giornale locale di Prato ha fatto un articolo su di me. Ho parlato della mia impresa ma anche del club. A presto con novita' e spero anche qualche foto.


Oggi sono arrivato a Zagabria. E' una grande citta ma ci sono solo palazzi e tanto traffico. Ho gia trovato l'ostello dove passare la notte ma penso che domani scappero' via. Oggi ho avuto il primo problema con la vespa. E' bastato cambiare la candela ( unica cosa che so fare da solo ) ed e' subito ripartita. Ho incontrato due simpatici tedeschi che con le loro Honda stavano andando in Grecia per poi proseguire fino in Pakistan con destinazione finale Australia. Ieri ero a Lijublana. Bella citta' e bellissimo ostello. Prossima destinazione Budapest. Faro' tappa in una citta' a meta' strada penso. Scriverei ancora per un bel po' ma sono le tre del pomeriggio e sto andando avanti con la colazione di stamani. Prendo la vespa e vado in centro in cerca di qualcosa di tipico da provare. A presto!



Ti scrivo dal Lago Balaton, il mare ungherese. Il mio contachilometri ha passato da 24000 di quando sono partito a 25000.....i primi 1000 Km. sono filati via senza nemmeno pensarci. Quando sono sulla vespa mi incanto sul paesaggio e non faccio nemmeno tanto caso alla strada. Ad ogni modo quando sei su quella giusta non ci sono molti modi di sbagliare perché mancano proprio le alternative. O quella o quella! A Budapest mi fermeró 3 o 4 giorni. Mi aspetto una bella cittá percui mi prenderó tutto il tempo necessario per vivere la cittá. Qui non c?é molto da fare a parte un casinó proprio di fronte a me e un night club poco piú avanti. A Zagabria sono riuscito a trovare una mia concittadina, che é l'ultima cosa che avrei voluto ma nonostante ció l'ho trovata simpatica. Ah ho attacato un cartello dietro alla mia vespa che dice "Firenze - San Peterburg" e sono davvero tante le persone che salutano incoraggiando la mia impresa !! 100 Km mi separano da Budapest. Distanza che colmeró domani mattina. Mi trovo molto bene negli ostelli dove si incontra gente interessante. Oggi al confine tra Croazia e Ungheria ho trovato due motociclisti di Pavia. Gli ho parlato del club e di Giorgio. Sono rimasti interessati e mi hanno giurato di comprare il libro. Sono rimasti molto affascinati anche della mia impresa. Un saluto affettuoso. In culo alla balena a tutti i vespisti !!!



Anche Bratislava e` stata conquistata!! Dopo una giornata passata a imprecare per le fortissime raffiche di vento ho raggiunto la capitale Slovacca. Ho viaggiato a lungo dietro ad un camion sfruttando la scia ma e` stata un`arma a doppio taglio perche` non appena mi spostavo un po` di lato ho rischiato due o tre volte di cadere. Mi sono anche dovuto fermare un paio di volte. Anche uscire da Budapest e` stata un`avventura. Non so il motivo ma gli ungheresi hanno l`abitudine di mettere i cartelli piuttosto a casaccio. O meglio indicano la strada per arrivare dove dovresti andare ma non indicano quella piu`corta. Ad ogni modo mi ci sono volute due ore e mezza per uscire da Budapest. Sono andato a trovare il rivenditore Piaggio di Budapest che oltre a lamentarsi per il mercato praticamente inesistente ( solo 30 Vespa vendute in un anno ) e` rimasto positivamente impressionato dalla mia impresa e mi ha gentilmente regalato due candele originali. Prossima tappa Vienna. Domani i Paesi saranno gia` cinque. Ragazzi e` una figata. Vorrei che non finisse mai. 

Hey vespisti. Vi scrivo da Vienna. All`arrivo alla frontiera e` successa una cosa buffa. Il tipo in divisa mi fa : Il passaporto non e` valido !! E` ? Dico io. Non c`e` la firma mi risponde. Ahhhh!!! Mi sono fatto altre quattro frontiere senza un minimo problema gli rispondo. In Austria siamo precisi !! Risata liberatoria. Ingrano la prima e saluto. La distanza coperta da Bratislava e` stata in assoluto la piu` corta da quando sono partito. Roba da non piu` di settanta chilometri. Una passeggiata !!! La citta` mi ha accolto con una moltitudine di poliziotti che vigilavano attenti ad ogni incrocio. Pero` mi viene da pensare deve essere una citta` sicura. Sennonche` mentre viaggiavo per le strade del centro con i  giri al minimo e la mia espressione di stupore e incertezza che mi caratterizza ad ogni entrata in citta` che non conosco mi vedo affiancare da un chips con la sirena spianata e un gesticolare come se mi volesse arrestare. Mi voleva semplicemente dire di togliermi dalle balle perche` era in arrivo qualche capoccia su un auto blu. Non sono riuscito a capire di cosa si trattasse. Forse voi siete piu` informati di me. Da quando sto viaggiando sono completamente disconnesso dal resto del mondo. Oggi a Vienna c`e` stata una enorme manifestazione che mi ha visto in protagonista all` urlo di DOWN DOWN U.S.A. !!! Domani mi aspetta una lunga tappa per Praga per cui cerchero` di non sbronzarmi come faccio abitualmente da quando sono partito. Sono deluso in parte dal fatto che ho trovato tutto molto simile al resto d? Europa anche se devo dire che questa e` solo la prima impressione. Parlando con la gente del posto si rimane stupiti di diverse cose. Mi potevo solo immaginare prima della partenza come sia facile fare conoscenza con altre persone quando si e` nella situazione di viaggiatore solitario e indipendente. Ora che lo sto vivendo e` diverso. E` una sensazione di appartenenza a qualcosa di piu` del tuo solito mondo fatto di quotidianita`. Ci si sente parte viva del mondo ed e` una sensazine unica.

01.10.2004

Vi scrivo da Poznan, citta polacca della quale fino a qualche settimana fa ingoravo l`esistenza. La tappa precedente e` stata Praga - Wroclaw ed e` stata senza dubbio la piu` dura da quando sono partito. La bella e scorrevole statale che si presentava all`inizio si e` trasformata piano piano senza bruschi cambiamenti in una strada di campagna bucherellata e insidiosa. Tanto insidiosa che poco prima della frontiera polacca mi sono trovato a dover puntellare il piede sinistro con tutta la forza possibile sull` asfalto per evitare una rovinosa caduta. Per fortuna mi sono ripreso e ho potuto proseguire tra la nebbia e i 10 gradi di temperatura temerario verso il confine. La border line tra Repubblica ceca e Polonia e` senza dubbio l apiu` singolare finora attraversata. Da un vetro che rispecchiava la mia immagine ( non so con che logica abbiano potuto pensare di occultare il viso del polizziotto di frontiera ) spunta una mano che prende il passaporto me lo restituisce frettolosamente senza nessun commento. Arrivo a Wroclaw dopo 100 km sotto la pioggia che sommati ad altri 50 abondanti del giorno dopo con destinazione Poznan mi causeranno una notte con febbre a 38 e un noioso mal di gola. Dovevo fermarmi a Poznan solo un giorno ma ho conosciuto una ragazza che mi ospita a casa percui il soggiorno e` prolungato. Ho cercato a Wroclaw la sede Piaggio senza successo. La Polonia e` un paese strano. Non ho visto in nesun altro paese tanti autostoppisti che in un paio di occasioni hanno trovato un passaggio sulla mia sella. L`inverno e` iniziato ormai da un pezzo e non e` piu` uno scherzo come lo e` stato bene o male fino ad ora. Mi sono fermato a una trentina di km da Poznan per trovare riparo sotto un loggiato di un casolare dalla pioggia insistente. Sono stato acolto da quattro contadini con i quali mi sono fatto delle grasse risate prendendomi in giro per come fossi completamente bagnato. Uno di loro in un tedesco polacchizzato mi ripeteva continuamente Wohin? Das motor ? Italien ? Wie viele km ? e scuoteva continuamete la testa come per dire il mondo e` bello perche` e` vario. Mi dava l`imperessione di uno che nella sua vita non aveveva visto altro che galline e mucche. Gli altri assistevano alla nostra conversazione gesticolizzata con attenzione ma in silenzio con le sue brave birre in mano. Saluto i miei spettatori con un inchino non prima di aver tolto la poppa destra per mostrargli il motore.  Rimetto la prima e riparto per Poznan. Alla prossima
Adriano

11.10.2004

L' e-mail giunge da Vilnius questa volta. Sono arrivato qui dopo aver fatto tappa a Torun, Gdansk, Elk e Kaunas. Il contachilometri segna gia` 3700 Km e la Lituania e` l' ottavo paese del mio viaggio. Oggi lunedi` 11 Ottobre a quattro settimane dalla partenza ho visto i primi fiocchi di neve imbiancare la mia vespa e la temperatura si aggira costantemente attorno allo zero. A Kaunas ho lasciato la vespa incustodita per cinque minuti per chiedere informazioni ad un Hotel, e` stato abbastanza per vedere al ritorno la mia vespa priva della valigia piu` grande. Quella dove tengo tutti i vestiti e tante altre cose indispensabili. Sennonche` mentre mi avvicinavo alla vespa con una faccia che non doveva essere tra le piu` rilassate e felici del mio repertorio vedo al dila` della vetrina in fronte alla quale era parcheggiata la moto due ragazze ridere e invitarmi ad entrare con un gesto della mano. Ho pensato subito ad uno scherzo di cattivo gusto ma la vista della valigia e` stata sufficiente a far diminuire i battiti del mio cuore e a farmi tirare un sospiro di sollievo. La valigia era stata rubata e un uomo aveva fermato il ladro e riportato indietro la refurtiva. Il fatto mi provoca la sensazione  di felicita` e gratitudine nei confronti di quel misterioso uomo onesto lituano mista alla rabbia per il ladro che aveva pensato bene di complicarmi la vita. Esco dal negozio ancora scosso e mi guardo in giro minaccioso con il casco in mano come per volerlo scagliare contro quel farabutto che nel frattempo si era gia` dileguato. Appena il tempo lo permette entrero` in Russia e raggiungero` S. Pietroburgo. Ancora pochi giorni e conquistero` la mia meta.
A presto

 

15.10.2004


Martedi`13 parto da Vilnius in direzione Lettonia. La tappa e`stata tranquilla e divertente. Sono riuscito anche a parcheggiare la vespa in quello che da esperti francesi e` considerato il centro dell`Europa ( 26 Km. a nord di Vilnius). Sono partito dalla citta` con dei bei ricordi (bei locali e belle ragazze) per cui viaggiavo spensierato accompagnato dalla musica di Ben Harper nelle orecchie . Arrivo alla frontiera con ancora su le cuffie e la bella police woman mi dice qualcosa che non riesco a sentire. Mi tolgo le cuffie e allora capisco. Where are you going?
Dougvapilvinus rispondo. E lei : "Why are you going there? For Businnes?" Mi viene da ridere ma riesco a rispondere : "No, Tourism ! " Durante il tragitto dalla frontiera al centro citta` mi viene da ripensare a che tipo di attivita` potrei mai intraprendere in una citta` dal nome cosi` strano. Ho dormito in un albergo nel mezzo al nulla, accessibile solo da una strada sterrata e sono ripartito il giorno dopo per la Russia. La vespa inizia a soffrire il freddo e devo coprirla con qualche straccio durante la notte! Il cambio si ghiaccia e provate a partire voi se vi riesce!! La marmitta ha uno strano suono. Spero non sia niente di grave. Si va verso la Russia!! S. Pietroburgo sto arrivando !!

 

17.10.2004

Parto da Dougvipilvinus mercoledi` 14 Ottobre. Subito devo sostituire la candela e il freddo si e` fatto piuttosto pungente. Arrivo alla frontiera all`una del pomeriggio dopo aver mangiato zuppa, petto di pollo, patate e un caffe il tutto per un euro e cinquanta centesimi in un bar-ristorante sulla strada !! Incredibile !! Una ventina di chilometri prima della frontiera buco la ruota posteriore. Mi fermo per sostiruirla sul ciglio della strada. Volto lo sguardo aldila` della carreggiata e vedo un uomo sdraiato faccia verso il suolo con una valigia accanto. Terrorizzato spingo la vespa per non so quanto fino a sentirmi sfinito e a debita distanza. Con i battiti  ancora accellerati e nel mezzo al niente (solo una casa con un cane che abbaiava incessantemente ) effettuo il mio primo cambio ruota in un tempo record e riparto. Solo dopo a sangue freddo riesco a ricordarmi della bombola fast che avevo nella valigia. Alla frontiera ci arrivo dopo cento chilometri di niente e con un umore non proprio buono. Salto una fila di camion lunga piu` di un chilometro e mentre percorro la corsia opposta penso cazzo se sti bastardi mi fanno tornare indietro ci sara` da apettare un giorno prima
di passare. Fortunatamente c`e` una corsia riservata per le auto e le moto. Mi ci e` voluta una ora e mezzo per sbrigare le pratiche e 38 euro che dopo dieci minuti che provavo a chiedere in inglese per che cosa servissero mi sono visto costretto a cedere. Sono piu`che sicuro che mi sono stati rubati. Per di piu` il resto e` stato sbagliato per cui sono rimasto con circa dieci euro in rubli nel portafoglio. Riparto per Pskov. Per fortuna il sole splende ma il freddo e` comunque di quelli che ti entra nelle ossa. Altri 150 km di nulla prima di arrivare in citta`. In Russia i cartelli stradali sono costosi percui pensano bene di farne a meno. Peccato pero` che talvolta potrebbero risultare utili soprattutto prima di un attraversamento delle rotaie. Alla vista dell`impatto inevitabile con le rotaie mi alzo in piedi sulla vespa e stringo forte le manopole. La vespa sbatte sulle rotaie e sbanda lateralmente ma riesco a mantenere l`equilibrio. Dormo in un motel vicino ad una caserma militare frequentato anche da qualche donna facile per tenere compagnia ai colonnelli. La prima cosa che vedo quando entro freddoloso e` la receptionist vendere due pacchi di preservativi e l`uomo in divisa avviarsi frettoloso verso la camera. Ad ogni modo non ci faccio molto caso. Scendo giu` per una zuppa calda e trono immediatamente in camera. Dopo una giornata del genere non ho voglia di altre disavventure. La vespa e` rimasta all`agghiaccio, ma nel parcheggio dell`albergo.

 

21.10.2004

Arrivato!!! Yeahhhh !!!! 4438 Km. dopo parcheggio la vespa in Nevsky Prospect sotto gli sguardi curiosi dei russi che passeggiano pensierosi. 50 Km. prima di arrivare a S.Pietroburgo mi fermo per scattare una foto alle contadine che vendono mele rovinate dal ghiaccio. Dopo aver pagato una mela cinque rubli, cosa che penso aver fatto spinto dal senso di colpa per la poverta evidente del posto, do una pedalata decisa alla vespa e un rumore sordo accompagna l accensione del motore. Do uno sguardo alla marmitta e vedo che e spezzata, la tocco con un dito e cade per terra sotto i miei occhi spalancati per lo stupore. Prima di fermarmi viaggiavo a 80 all ora dietro la scia di un camion. Cosa sarebbe successo se fosse caduta mentre viaggiavo? Mi rimbocco le maniche e cerco una soluzione provvisoria. La trovo in una corda che di solito uso per legare la tanica di scorta. 50 km intervallati da soste per bagnare il pezzo di corda elastica che nonostante le mie attenzioni si fonde sulla marmitta. Cambio la corda con l ultima disponibile e questa volta la avvolgo in uno straccio bagnato. L espediente risulta sufficiente per arrivare a destinazione ma la marmitta romba in un modo sempre piu preoccupante. Entrare con la marmitta in quelle condizioni e dopo 300 Km nel mezzo al nulla con il cambio ghiacciato fermo in quarta mi provoca una bella sensazione di soddisfazione e contentezza. Con mezza ora di ritardo e grazie all aiuto di due ragazzi russi riesco a rintracciare Elena ( una ragazza conosciuta a Firenze ). Mi scorta nel suo appartamento dopo aver preso un passaggio da uno sconosciuto( si usa fare cosi in cambio di pochi rubli) e passero tre notti in compagnia delle zanzare(incredibile ma vero). Ho raggiunto San Pietroburgo dal confine con l equivalente di dieci euro in rubli dormendo una notte a Pskov. Questo rende l idea della economia disastrata. L atmosfera che si vive in citta e deprimente. Non si vede un sorriso nemmeno se lo paghi. Ho avuto per la prima volta nella mia vita la sensazione di essere in un posto completamente estraneo alle mie abitudini e la consapevolezza dell impossibilta di comunicare con gli altri. Si parla solo russo. Il 20 Ottobre mi aspetta un ferry che mi portera a Tallin. Da li giu verso Istambul. Il viaggio e arrivato a meta e l aver raggiunto la meta piu a Nord insieme all atmosfera di S. Pietroburgo mi ha provocato una punta di tristezza. Ora il morale e di nuovo alto. Alla prossima. Un abbraccio a tutti Adriano P.S. Lore metti gli accenti e gli apostrofi se ti va. Non li ho trovati sulla tastiera

 

23.10.2004

Scrivo da un Cyber Cafe di Tallin. Quattro giorni passati a uscire la sera e a dormire di giorno. Ho comunque trovato il tempo di visitare un paio di musei e di imparare qualcosa sulla storia della nazione. La citta' mi ha accolto molto bene. Il contrasto con la mentalita' russa e´molto forte e non mi stanco di ripetere alle persone del posto che hanno fatto la scelta giusta a dichiarare l´indipendenza che e´cosi´recente che anche i piu' giovani hanno un aneddoto da raccontare. La partenza era prevista per stamani ma il tempo decisamente brutto e una ragazza estone incontrata ieri sera mi hanno fatto cambiare idea. Tra un paio d`ore la vedo e spero che comunque vada domani di avere il sangue freddo di rimettere in moto la vespa e ripartire per Riga.So gia che non sara facile.E´una delle cose che mi rimane piu´difficile. Incontri delle belle persone e la mattina ti
alzi e sai che andrai lontano in una direzione opposta alla loro. Adriano

 

26.10.2004

Sono a Riga da due giorni. Come preannunciato nell`e-mail inviata da Tallin lasciare l`Estonia e` stato difficile. A Tallin ho trovato un`atmosfera unica. I 320 Km percorsi sulla "autostrada" costruita con l`aiuto dell`Unione Europea li ho affrontati in maniera passiva: con il mal di testa del day-after la tequila-night di sabato sera in compagnia di Annaline. Dopo aver dormito si e no quattro ore mi sono svegliato con un tempo decente. Guardo la vespa nel parcheggio dell`Old House Hostel dalla finestra della mia camera con la consapevolezza che questo viaggio mi ha fatto sentire libero come non lo ero mai stato e e per un attimo con lo sguardo fisso sulla moto mi viene a pensare che in quanto libero potrei anche decidere di fermarmi a Tallin. Trovare una casa da dividere con altri studenti, un lavoretto e poi chissa`!!  Grazie a Dio scuoto la testa e dico: "Magari la prossima volta" Arrivo a Riga verso le tre del pomeriggio e sul ciglio destro della strada vedo la scritta tridimensionale che anche Giorgio ha immortalato in uno scatto. Decido di fermarmi e ricordandomi della foto del Bettinelli mi viene da pensare come cazzo ha fatto a scattarla visto che di fronte alla scritta c`e` un fosso. In qualche modo riesco a piazzare la digitale per uno scatto automatico. Proprio mente sono seduto sul gambino dell "I" di Riga passa una ragazza con uno zaino da backpacker che mi sorride. Ricambio il sorriso, rimetto in moto la affianco a le dico: Do you need a lift ? ( il mio inglese  e` piu` che migliorato ). Accetta volentieri e non la fa finita di ripetere cool!!! You are the first girl I have gave a lift after 5000 Km. Sorride e mi risponde : You are crazy !! Abita in un palazzo con altri studenti e mi dice che posso trovare un posto per dormire. Raggiungo il Balta Kaza, ci salutiamo e le dico se ci possiamo vedere piu` tardi. Mi risponde che abita nella stanza numero nove del quinto piano. Ok see you later. Una volta salito in camera pero` mi accorgo che non ho nessuna volgia di rivederla, dormo un paio d`ore mi faccio una doccia e passo la Domenica sera in giro per il centro storico della citta` in cerca di un fantomatico posto dove potessi vedere il Derby. Giravo in vespa e pensavo a come doveva essere l`atmosfera nello stadio proprio due minuti prima il calcio di inizio ( e per un attimo sono felice pensando a come avrebbe dovuto essere la formazione e alla tensione respirata da circa ottantamila tifosi e a me che giravo solitario per il pave` del centro). Il giorno dopo finisco davanti al museo Nazionale. Una pioggerellina fastidiosa e costante mi accompagnava. Cosi` decido di tuffarmi in due ore di noia tra artisti sconosciuti e quadri davvero insignificanti. Fuori dal museo chiedo Do you have a lighter ? ad un ragazzo alto e magro. La risposta e`: " Vuoi l`accendino" e penso a come solo due giorni prima Annalin mi avesse detto che il mio inglese e` privo di accento.     Poi scopro che e` un ragazzo lituano che ha passato un anno a Trento. Parla un italiano perfetto e dopo due minuti di conversazione mi invita a dormire da lui. Siamo in compagnia di altre quattro ragazze una piu` bella dell`altra. Stasera si preannuncia una serata Tequila-bis.
A Presto
Adriano

 

30.10.2004

Scrivo da Rsezow estremo sud della Polonia. In quattro giorni ho fatto circa mille chilometri. Adesso sono gia`seimila !! Dal giorno della partenza da Riga il mio unico pensiero e`macinare chilometri e passare velocemente la Polonia. Forse perche` penso di averne abbastanza ( e`il paese che per questioni geografiche ho visitato maggiormente ). Le strade polacche sono le peggiori d`Europa. Quello che stupisce non e` tanto la qualita` dell`asfalto, ma la totale illogicita` nella costruzione. Si alternano tratti che non hanno niente da invidiare a qualche autostrada italiana a tratti rattoppati e
bucherellati, si passa da due ad una corsia ogni pochi chilometri senza un motivo particolare ( non ci sono troppi ostacoli naturali ). Dalla frontiera lituana al sud della Polonia ci sono lavori in corso ovunque ( potrei azzaccare una media di un chilometro ogni settanta ). I tratti di asfalto sono appicicati in maniera approssimativa in modo tale da lasciare uno scalino abbastanza alto da far sobbalzare la vespa e far gridare qualche imprecazione (sebbene parli ormai quasi esclusivamente inglese le imprecazioni sono immancabilmente in italiano, ci si sfoga meglio) . L`umore non e` proprio dei migliori. Il tempo e` diventato decisamente brutto e negli ultimi quattro giorni ho sempre trovato qualche goccia di pioggia durante il tragitto. Sono riuscito a perdere una carta di credito. Fortunatamente ero stato abbastanza previdente da portarmene dietro due. Dormo nel migior albergo della citta` per una cifra che non supera i tredici euro. Il portiere parla un italiano decente. Appena arrivo e parcheggio la vespa mi fa:"Parli italiano?" Sei venuto dall`Italia con quella bicicletta ? ( la bicicletta non era offensivo, semplicemente non sapeva come dire moto, ma mi ha strappato una bella risata). Sono un po`a corto di energie e di stimoli. Sono sicuro di ritrovarli in Romania. Un paese che sono curiosissimo di visitare. Per un paio di giorni ho anche pensato di deviare verso l`Italia ma sapevo che erano solamente pensieri passeggeri. Dentro di me sapevo gia` che non avrei mollato. Si prosegue ragazzi. Verso nuove avventure....abbraccio tutti i miei lettori e tutti gli amici del fansclub. Permettetemi uno sfogo di "saggezza" : lavorate per essere liberi non per rinchiudervi in una prigione, appena potete partite.
Adriano

 

01.11.2004

Arrivo ad Oradea il primo novembre quando il contachilometri segna 6400 Km.In meno di 48 ore ho attraversato 4 paesi.Ho ancora negli occhi le strade piene di venditori di fiori e le processioni verso i cimiteri della Polonia e dell`Ungheria. Dopo Resvow ( non si scrive cosi`ma non imparero`mai il nome corretto ) ho fatto tappa a Kosice. Arrivo nella seconda citta`per importanza Slovacca dopo una tappa di circa 250 Km. , seguo i cartelli che dicono Centra mi fermo ad un semaforo e da una macchina mi gridano un Ciao. E`un italiano, si chiama Mauro e`Milanese e ci tiene ad informarmi di come avrebbe voluto raggiungere Kosice da Milano in vespa ma che i suoi amici gli avevano dato del pazzo e allora aveva deciso per l`aereo ( decisamente piu`comodo ).Di come avesse letto Roma-Saigon di Giorgio (non In Vespa) e di come il libro l`avesse fatto ridere. Mi scorta verso un albergo che per 13 euro mi offre una singola con tv e vista sulla vespa che nonostante sia parcheggiata di fronte allìngresso mi consigliano di allucchettare. Ho la coferma che la mia carta di credito non funziona nei bancomat della Slovacchia ( non posso ritirare liquidi ), cambio i pochi euro che mi erano rimasti, pago l`albergo e il ristorante e riparto deciso per la Romania. Faccio tappa a Dobrecen per fare il pieno di benzina e mangiare un panino. Riprendo la statale in direzione Oradea e dopo una trentina di chilometri vedo un`area adibita alla ricostruzione di un villaggio con capanne pozzi e campi coltivabili. Un ucraino di Kiev che non parla una parola che non sia Russo o Magiaro mi fa da cicerone, riesco a capire che ha servito l`esercito Onu per 15 anni e che la guerra in Kossovo l`ha visto partecipe in prima linea. Sputa per terra quando gli dico che vado verso Oradea come per dichiarare il suo odio verso i Rumeni e ripete piu`volte Gipsy , gipsy e`fa il gesto internazionale con la mano che significa piu`o meno stai attento alla moto e al portafoglio.Nei suoi occhi non ho visto il minimo accenno di stupore quando gli ho mostrato le foto di San Pietroburgo ( ne devono aver viste di cose piu`stupefacenti ) e per un momento mi sono sentito come si potrebbe sentire un ragazzino di 16 anni che racconta della sua prima esperienza sessuale pieno di orgoglio a Rocco Siffredi. Faccio i rimanenti 100 Km. cercando di immaginarmi il tipo che combatteva a fianco dei caschi blu per 70000 Fiorint e di come potesse essere adesso la sua vita dopo 15 anni di servizio e di guerre. Arrivo in citta`e un senso di insicurezza mi fa dirigere verso il primo albergo di lusso che trovo. L`albergo e`pieno ma mi chiamano un taxi che mi scorta verso un`altro albergo. Il tipo dell`albergo mi paga il taxi e per la prima volta in vita mia mi sento trattato da ricco. Le valigie mi vengono portate in camera e due ragazze sedute sul tavolo vicino alla reception mi strizzano l`occhio come per dire se hai bisogno di un po`di compagnia ( non e`stata una bella sensazione, mi ha fatto sentire quello che non sono ). Guardando la cartina del Touring Club mi accorgo che il mio piano di raggiungere Odessa dal sud della Romania potrebbe essere quantomeno azzardato dato che nessuna strada che attraversi il confine e` segnata sulla mappa. Ancora una volta mi accorgo di quanto sia poco organizzato ma stringo le spalle e mi dico che ci provero`comunque. Incrocio le dita e vi saluto. Adriano

 

13.11.2004 

Parto da Varna il 9 Novembre appena il sole fa capolino, dopo una notte passata ın una stazione di servizio. Arrivato in citta`alle cinque del pomeriggio cerco subito una pensione dove passare la notte ma anche qui come in Slovacchia la mia carta dı credito non funziona. Provo tutti i bancomat della citta, ma non riesco a ritirare un centesimo. Capisco che non posso fare altro he cercare un posto dove accettino il pagamento con carta dı credito ma gli alberghi che l`accettano costano tutti piu`dı cinquanta euro a notte. Vado sicuro in direzione della piazza principale per mangiare qualcosa. La simpatica ragazza della pizzeria mi rısponde facendo su e giu`con la testa alla domanda Can I pay with credit card? Mangio pızza birra e caffe` e vado a pagare con la mia bella Visa e la ragazza mi risponde di avermi rısposto di no quando glielo avevo chıesto. Solo dopo mezz` ora di conversazione con ıl benzinaio mi accorgo che in Bulgaria ıl segno che fanno con la testa per dire dı no e`uguale al nostro per dıire di si. Ecco perche`mi dıco. Non sono del tutto rincoglionito. Dormo un`ora dopo aver soddısfatto tutte le domande dı due ragazzi bulgari ıncuriositi dalla mia presenza, sennonche` una coppia di polizzottı pensa bene di svegliarmı per chiedermi Where are you from? per poi andare diretti nel bar per bersi il suo caffe`. Speriamo  vi vada dı traverso!! Rıparto da Varna alle sei e mezza per raggıungere Istambul dopo dodici ore e cinquecentodieci chılometrı.La strada che la Tourıng Club segna come di grande comunicazione non e`meglio di una mulattiera per una ottantına buona di chilometri prima del confine bulgaro. Il primo turco che incontro alla frontiera e`quello che in Italıa si chıama comunemente un pezzo di merda. Gli chiedo quanto disti il benzinaio pıu` vicino ( mi rimaneva benzina per non piu`di 40 chilometri ) e fa spallucce. Gli chiedose parla inglese e mi risponde Japanese. Se i turchi sono tutti cosi`scappo subito. Una tappa estenuante per raggiungere Costantinopoli....fatica che verra`ripagata dalla gentilezza dei turchi e dall`atmosfera che ho trovato in questa citta che conta 12 milioni di abitanti e che appena tramonta il sole si riversa sulle strade di piazza Sultanamet per mangiare e bere e fare tutto quello che non possono fare durante le ore di Ramadan. A Istambul mı ha raggiunto un amico che fara`un pezzo di strada insieme a me. Sı chıama Alessio e vi saluta. Ciao a tutti. In culo alla balena!!

 


 

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